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Trecento…

Trecento…

 

Come spartani in marcia,

come le idee che mi hanno portato qui,

come i ponti che ho attraversato,

per vederti,

ma tu eri sempre dall’altra parte,

finché non c’erano più ponti da attraversare,

e tu dall’altra parte del fiume,

e potevo raggiungerti solo con lo sguardo,

e con le idee,

che hanno riempito le mie pagine,

e la voragine,

che ho dentro,

pensandoti,

ma scrivendo di altro,

ma con te come spinta,

per arrivare dove non pensavo,

per fare mille voli pindarici,

o solo con la mente,

tutte le volte mi dai la forza di farlo,

per trecento, e mille altre volte,

con la stessa forza e velocità di sempre,

come su una Ferrari,

che sfiora i trecento all’ora,

e mi toglie il fiato come ogni volta che ti guardo…

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