Sette giorni…
Un passo alla volta,
dopo quaranta chilometri e qualche spiccio,
in testa,
già con le braccia alzate,
e arriva l’ex secondo,
come il vento,
che ti supera come un centometrista,
quattro ore di sofferenza,
mandate a puttane in un secondo,
in quel fottutissimo secondo,
costruire è una cosa lunga,
Dio ci mise sette giorni,
noi in sette giorni,
non riusciamo neanche ad avere un’idea,
di quello che vogliamo costruire,
ma in un secondo,
possiamo distruggere tutto,
con facilità,
senza rimpianti,
come implode una casa in un secondo,
rimanendo solo polvere,
inutile,
se non per tossire,
per fare male,
per confondere,
che differenza c’è tra una casa che crolla,
e un amore che muore?
Che cade?
Forse la casa fa meno rumore,
la polvere può irritare gli occhi un po’ di più,
ma le lacrime,
sappiamo tutti,
cosa ne farà versare di più,
e arriveremo al settimo giorno,
chiedendoci,
se tutto questo costruire in anni,
spazzato via in un secondo,
con mille ripensamenti e progetti,
abbia avuto veramente un senso…
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