Ragnatele…

Ragnatele…

E poi c’è il tempo,

che si comporta come un ragno,

tessendo mille trame,

fatte di mille tele,

sembra per un momento di essere in un sogno,

come in un mare con mille vele,

o un pittore con le sue tele,

da dipingere per concretizzare mille pensieri,

magari di domani, di oggi, di ieri,

che rappresenta quello che vede nella sua mente,

dipinge senza pensare a quello che dirà la gente,

lo fa solamente per se stesso,

anche se è fatto solo di gesso,

perché non importa la forma,

ma l’idea che esprime,

per lasciare sul mondo la sua orma,

come faccio io con queste rime,

per cercare di sopravvivere al “grande ragno”,

con la vana speranza di esserne degno…

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