La stanza più lontana…
Corro veloce in un corridoio di mille porte,
che sbattono a tempo come fosse un strana risata,
come se mi chiedessero di ricordare e dimenticare allo stesso tempo,
continuo a correre come un disperato,
dato che sono inseguito,
da una fiera immensa,
sento il suo fiato sul collo,
mi sento come un centometrista che deve fare una maratona,
mi fanno male i muscoli per lo strano sforzo,
ma durerà ancora per poco,
il corridoio è quasi finito,
c’è una porta di fronte e ci sbatto contro,
vedo la belva che si avvicina,
sento il frastuono dei suoi passi,
la mia mano cerca la maniglia,
e mi dice che è aperta,
la fiera mi è addosso,
il mio corpo si muove da solo d’istinto,
apre e chiude la porta,
e rinchiude il mio ricordo più brutto,
nella stanza più lontana della mia mente,
la mano butta via la chiave,
e lì rimarrà per sempre…
