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šŸ“ā€ā˜ ļø Gaio Giulio Cesare e i Pirati (ovvero: l’allievo che sculaccia i bulletti dell’oceano)

Era il 75 a.C. circa. Un giovane aristocratico romano di 25 anni, Gaio Giulio Cesare, stava navĀ­igando verso l’isola di Rodi per perfezionare la sua eloquenza e diventare un campione della parola. Ma il destino aveva in serbo per lui un episodio… poco elegante, sƬ, ma epico. Encyclopedia Britannica+3The Roman Empire+3HISTORY+3

Mentre traversava il mar Egeo, fu catturato da una banda di pirati cilici. I pirati — abituati a riscuotere riscatti milionari — lo prelevarono e fissarono subito la somma: 20 talenti d’argento. Ma Cesare rispose cosƬ: ā€œ20 talenti? Io ne valgo 50!ā€ e intimò loro di rivedere la cifra. I pirati rimasero basiti… e lo liberarono dopo 38 giorni. Encyclopedia Britannica+1

Durante la prigionia, Cesare non si comportò da ostaggio spaventato: fece esercizi con i pirati, compose discorsi e poesie che faceva ascoltare ai rapitori (che a loro volta credevano tutto uno scherzo). Poi, con voce ferma, promise: ā€œQuando sarò libero, tornerò e vi crocifiggerĆ²ā€. E non era una battuta. HISTORY+1

Risolta la liberazione, Cesare raccolse forze, armi e navi, andò all’isola dove era stato tenuto prigioniero, catturò i pirati… e mantenne la promessa: li fece crocifiggere. CosƬ l’allievo divenne maestro.

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